CADUTE DALL’ALTO RESPONSABILITA’ RISCHI

VALUTAZIONE DEI RISCHI ANCHE SUI PARAPETTI FISSI 

LINEASIKURA comunica che il (D.Lgs. 81/2008) impone, per garantire un elevata sicurezza dell’operatore, di “applicare un’altezza minima di 1,10 m” per tutti i settori, civili, industriali e artigianali.

Secondo la EN 14122-3, i parapetti devono avere un’altezza minima di 1,10 mt, e il corrimano deve avere un diametro compreso fra 25 e 50 mm.

Inoltre, fra un qualsiasi punto del corrimano ed eventuali barriere o ostacoli deve esserci uno spazio libero di 100 mm e le estremità del corrimano non devono presentare spigoli vivi (onde evitare il pericolo di tagli) o bordi in cui possano rimanere impigliati i vestiti.

Per tanto e consigliabile non sottovalutare le altezze dei parapetti fissi già presenti, in quanto non potrebbero essere normati, e quindi soggetti a modifiche per raggiungere l’altezza corretta.

La sentenza della Corte di Cassazione del 07/09/2017 riporta l’attenzione sulle responsabilità di lavoratore e datore di lavoro in tema di norme antinfortunistiche.

Datore di lavoro, direttore lavori e coordinatore sono infatti stati condannati per lesioni colpose in violazione delle norme antinfortunistiche a seguito di un dipendente precipitato a causa del cedimento di un parapetto di 83 cm anziché i 100 cm previsti per norma.

La Corte ha quindi sentenziato che il datore di lavoro (e con lui il direttore lavori e il coordinatore) hanno sì la possibilità di aspettarsi un comportamento diligente da parte del lavoratore, ma solo quando non si trovino, per propria colpa, ad essere loro stessi responsabili dell’evento lesivo per aver omesso norme antinfortunistiche previste per legge.

Ogni violazione dell’Allegato XVII del Dlgs. 81/08 e smi (“Cadute dall’alto”) rende perciò irrilevante la condotta del lavoratore che non può mai essere considerata “abnorme”.

By Livio William Corso

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